PUSKIN


A cura di Mauro Corticelli

Questo è il discorso di Fedor Michajlovic Dostoevskij pronunziato l’8 giugno 1880 in occasione dell’inaugurazione del monumento a Puskin: “Puskin è un fenomeno straordinario, e forse un fenomeno unico dell’anima russa, come ha detto Gogol’. Aggiungerò da parte mia: un fenomeno anche profetico”.
Contemporaneo del grande Romanticismo europeo, egli ne fu influenzato. L’arte fu per lui un mezzo magnifico tanto di conoscenza come di rappresentazione sia dell’animo individuale sia della collettiva spiritualità di un popolo. Abbiamo accennato a due opere in versi Zingari e L’Alcar a dimostrazione di come raccontare con versi riuscisse a Puskin naturale.
Aleksandr Sergeevi? Puškin, Mosca, 6 giugno 1799, San Pietroburgo, 10 febbraio 1837.
È considerato il fondatore della lingua letteraria russa contemporanea e le sue opere, tra le migliori manifestazioni del romanticismo russo…
Non venne educato dai genitori ma dalla nonna materna, dallo zio materno Vasilij, e dalla balia Arina Rodionovna, il cui nome fu reso celebre dalle liriche che l’autore compose nell’ultimo periodo della sua vita.
Nel 1811 Puškin entrò al Liceo imperiale di Carskoe Selo, poi fù funzionario del Ministero degli Esteri.
A San Pietroburgo, ai salotti alternava tuttavia la partecipazione a società letterarie politiche progressiste. Sospettato di attività sovversive fu confinato nella Russia meridionale e più volte trasferito. Solo nel 1826 lo zar Nicola I, dopo aver represso il movimento decabrista, decise di annullare il provvedimento di confino avvisandolo tuttavia che da quel momento sarebbe stato il suo unico censore.
Tornato a San Pietroburgo nel 1831 con il matrimonio con la bellissima Natal’ja Nikolaevna Gon?arova. La coppia ebbe quattro figli. Nel 1833 uscì in volume Evgenij Onegin.
Nel 1837, a seguito d’una lettera anonima che insinuava l’infedeltà della moglie, insultò il barone van Heeckeren, padre adottivo del presunto amante di lei – il barone francese Georges d’Anthès. Puškin fu sfidato a duello. 8 febbraio 1837, il duello si svolse a Pietroburgo, Georges d’Anthès ferì al petto Puškin che morì due giorni dopo la sfida, ad appena 37 anni per complicanze settiche della ferita all’addome.
Puškin aveva più volte ritratto nei suoi racconti delle morti da duello, romanzo Eugenio Onegin e nel racconto Il colpo di pistola de Le novelle del compianto Ivan Petrovi? Belkin, fonti del film italiano Un colpo di pistola (1942).
Il colpo di pistola
Silvio, il protagonista, è una figura misteriosa ma certamente nelle grazie del poeta che lo descrive come uomo riservato e tuttavia disposto ad ospitare i giovani ufficiali che da lui si ritrovavano a bere e a giocare e lui teneva il banco e gestiva il gioco. Ma … un ufficiale contestò una situazione di errore ed offese Silvio che non accettò la sfida. Perplessità da parte dell’io narrante.
Silvio un giorno ricevette una lettera per cui decise di partire allora fornisce al narratore (amico) la spiegazione del perché decise di non sfidare a duello chi l’aveva offeso e di partire. Ma racconta anche di un duello in cui, anni prima, salvò una persona brillante e gioiosa che gli faceva ombra e per il quale aveva tenuto la pallottola non sparata. Spiega come avvenne il duello e come decise di non uccidere l’avversario: costui aveva disprezzo di tutto anche della morte per cui non avrebbe avuto soddisfazione ad ucciderlo. Tenne il colpo per un altro momento che arrivò quando seppe del matrimonio che stava per contrarre: “Vedremo se accoglierà con altrettanta indifferenza la morte“. Così partì per Mosca. Passarono anni il narratore racconta degli anni vissuti nella sua casa in provincia.
Poi arrivano i nuovi vicini cui farà visita. Conte e contessa bellissima lo accolgono affabilmente e conversano, Lui nota un quadro di una veduta svizzera trapassato da due pallottole piantate l’una sull’altra e notò ad alta voce il “bel colpo”. Riemerge la figura di Silvio. Di come il narratore fosse a conoscenza della vicenda dello schiaffo e di come lo scervellato che aveva schiaffeggiato Silvio fosse lui il Conte stesso.
Il Conte narra di come Silvio si fece trovare in una delle sue stanze 5 anni prima e si fece riconoscere e gli chiese di potere scaricare la pistola dal colpo ancora in canna….