LE “CERNITRICI” DI VIGNOLA

Le cernitrici: donne protagoniste dello sviluppo della valle del Panaro.

“PRENDI QUESTA, LASCIA QUELLA…”

Rappresentazione teatrale sulle lavoratrici della frutta, figure chiave dell’economia locale del Novecento.
Le prossime date
domenica 10 maggio 2015, ore 20,30 – Bocciodromo” di Castelvetro  (volantino)
domenica 3 maggio 2015, ore 20,30 – Teatro “La Venere” di Savignano (volantino)
sabato 13 giugno 2015, ore 20,30 – Circolo Rinascita” di San Vito
(altre date sono inoltre previste in autunno),
La prima rappresentazione al teatro Fabbri di Vignola dello spettacolo che rievoca il lavoro delle cernitrici, ha decretato il pieno successo dell’iniziativa e del progetto stesso.
L’ampia e sentita partecipazione del pubblico (in molti non hanno trovato posto all’interno del teatro) ha dimostrato come il tema trattato sia ancora presente nella memoria collettiva dei vignolesi.
In particolare quelle donne che negli anni ’60 in prima persona avevano vissuto l’esperienza lavorativa nei magazzini di frutta, hanno potuto rivivere, attraverso la ricostruzione teatrale, gli stessi momenti che avevano scandito la fatica del lavoro e la loro giovinezza con trasporto ed emozione.
Le scene e i dialoghi, in gran parte desunti dalle donne intervistate, hanno risvegliato ricordi ed emozioni emersi con spontaneità nei commenti riportati dopo lo spettacolo.
Abbiamo potuto constatare la grande forza evocativa del teatro di comunità che prende corpo dalle problematiche vissute per renderle patrimonio condiviso consegnandole alla memoria collettiva.
Il lavoro si è svolto nel solco delle finalità che l’Università si era proposta:
salvaguardare la memoria collettiva dell’apporto di queste lavoratrici alla collettività vignolese
rendere omaggio a quelle lavoratrici che hanno contribuito all’emancipazione femminile nel nostro territorio
documentare (attraverso una pubblicazione) il loro lavoro
comunicare, attraverso una trasposizione teatrale alle nuove generazioni questa pagina di storia

 

Il progetto e le fonti

A chiusura della trilogia dedicata al “lavoro femminile nel ‘900 – esperienze lungo le rive del Panaro”, con la messa in scena nel 2013 di “Maneggiare con cura” riguardante le donne della Sipe negli anni ’50 e, nel 2014 con “Filandaie e lavandaie” dedicato allo sciopero del 1907 delle filandaie di Spilamberto, quest’anno è stato allestito lo spettacolo “Prendi questa, lascia quella…” che vede protagoniste le cernitrici di frutta di Vignola nella prima metà degli anni ’60.
Lo spettacolo è stato realizzato all’interno del laboratorio teatrale organizzato dall’Università Natalia Ginzburg di Vignola e messo in scena con la collaborazione del Circolo Paradisi, del “Circolo Gramsci” di Spilamberto e del “Gruppo di Documentazione Vignolese Mezaluna”.
La costruzione della sceneggiatura e la regia è stata affidata, come per gli altri anni, alla sapiente creatività di Giorgio Incerti che da tempo è impegnato nella trasposizione teatrale di storie e tematiche sociali. Tutto il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione di Vignola.
Lo spettacolo prende spunto da una ricerca effettuata sull’argomento da Dunnia Berveglieri e Liliana Albertini. Il materiale raccolto è oggetto di una specifica pubblicazione che riporta immagini, documenti e interviste rilasciate da diverse “ex cernitrici” che hanno testimoniato circa le reali condizioni in cui si svolgeva il loro lavoro.
Ricordiamo che nel periodo di massima diffusione del commercio ortofrutticolo (dagli anni ’50 agli anni ’80), più di 2000 donne hanno prestato la loro opera nei magazzini preposti alla cernita e al confezionamento della frutta (ciliegie, mele, pere, ma non solo).
Il loro lavoro è stato fondamentale per lo sviluppo dell’economia della valle del Panaro.
A loro, perciò, è dedicata l’intera iniziativa, che consta della pubblicazione e dello spettacolo, affinché i giovani possano conoscere e comprendere la storia del loro territorio che non è fatta solo di grandi eventi o insigni personaggi ma anche e soprattutto da gente semplice che nel lavoro, anche se duro e sottopagato, poteva trovare la propria dignità e la propria identità.

 

Lo spettacolo

Lo spettacolo si articola in diverse scene alcune delle quali ci propongono l’ambiente di lavoro, il “magazzino”, e descrivono le caratteristiche salienti del mestiere, la fatica, le motivazioni, le rare gratificazioni, la lunga giornata attraverso i dialoghi e le parole delle protagoniste intercalati dai richiami della “maestra”; richiami che, per quanto severi e in alcuni casi aspri, non riescono a evitare del tutto il chiacchiericcio su argomenti di vita quotidiana o lo scoppio di una risata corale.
Altre scene, ambientate in un “dancing”, descrivono alcuni aspetti di quegli anni in pieno boom economico durante i quali, all’interno di una società in profonda trasformazione, si modificano gli stili di vita, le aspirazioni e i gusti che giocano tra una frase ispirata a Grand Hotel e un’altra alla ricerca consapevole di un riconoscimento del ruolo femminile sul lavoro ma anche nella vita privata.
Una stagione di passaggio, con le inevitabili contraddizioni vere o apparenti, durante la quale convivono la canzone melodica, il valzer e il twist, si alternano l’espressione dialettale e quella più ricercata mutuata dalla diffusione della televisione, le difficoltà e la voglia di migliorare il proprio futuro e quello dei propri figli.
Un clima per certi tratti duro e faticoso ma anche pieno di voglia di allegria e di sogni dove non può mancare, naturalmente, il leit-motiv dell’amore: croce e delizia di ogni tempo e di ogni generazione.

 

I protagonisti dell’allestimento teatrale

Regia e testi: Giorgio Incerti
Fonti: La pubblicazione “Le cernitrici: donne protagoniste dello sviluppo della valle del Panaro” di Dunnia Berveglieri e Liliana Albertini 
Attori: I frequentanti del corso di teatro 2014/15 presso il laboratorio teatrale organizzato dall’Università Natalia Ginzburg di Vignola
Musicisti: Franco Zona, tastiera e voce; Isabella Bard, voce; Samuele Balugani, chitarra; Giorgio Masi, basso; Maurizio Gandolfi, batteria.
Ballerini: Gruppo Arci Polivalente Olimpia
Scenografie e costumi : a cura di Giorgio Pini (del Circolo Gramsci di Spilamberto) e degli attori con la preziosa collaborazione del Circolo Età Libera e del Gruppo di Documentazione Mezaluna.

Gruppo di cernitrici della frutta a Vignola negli anni ’60

 

Dunnia Berveglieri -Bisi Mauro

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