La Q di Complotto


La Q di Qomplotto

14/05/2021 Enzo Cioni Scheda di lettura: La Q di Complotto di Wu Ming 1
Alegre editore, Roma, marzo 2021

Questo è un libro corposo e complesso: si compone di 590 pagine; non è un romanzo, anche se le ultime 200 pagine sono in forma di romanzo; è piuttosto una narrazione, condotta con un taglio tra giornalistico e saggistico, che cerca di fare un’inchiesta, una ricognizione a 360 gradi su un fenomeno che interessa le società umane da almeno mille anni: su come e perché si creano le fantasie di complotto; concentrandosi in particolare sugli ultimi 50 anni, a cavallo fra America ed Europa.
Il montaggio in capitoli di una materia così articolata è stato organizzato in un modo avvincente e spigliato.
Sotto il nome QAnon, prima in America poi in altre parti del mondo, negli anni 2018-2021 è cresciuto come un cancro un arcipelago di fantasie mostruose tanto da condizionare le elezioni presidenziali del 2020 nella sfida Trump- Biden. I messaggi deliranti diffusi sui social network da QAnon sostenevano “l’esistenza di basi militari sotterranee dove si adorava il diavolo e si violentavano e uccidevano bambini. I mostri, guidati da Hillary Clinton, tenevano milioni di bambini prigionieri in gallerie sotterranee allo scopo di ucciderli e bere il loro sangue per trarne una sostanza ringiovanente, l’adrenocromo”
L’autore faceva intendere di essere un funzionario di alto livello del governo federale. L’Anonimo Q. si spacciava per uno che aveva accesso ai segreti di stato, ai “dietro le quinte” della Casa bianca.
Facevano parte del complotto tutti gli avversari politici di Trump: Barack Obama, sua moglie Michelle, Nancy Pelosi, Hillary Clinton, Tom Hanks, Celine Dion, Geoge Soros. Tutti questi partecipavano a rituali satanisti di vampirismo,
Wu Ming 1, l’autore del nostro libro, significa “nessun nome” ed è lo pseudonimo di Roberto Bui scrittore Ferrarese.
Questo libro è il frutto di una accurata ricerca condotta da WuMing1 per capire come e perché funzionano le fantasie di complotto.
Il libro analizza numerose vicende di questi casi.
Il capitolo 5°, ad esempio, è dedicato alla falsa diceria secondo la quale il Beatle Paul McCartney era morto nel 1966 in un incidente stradale ed era stato poi rimpiazzato in segreto da un sosia…
Gli “indizi” venivano scovati da complottisti deliranti in diversi contesti: nella copertina del disco Sgt. Pepper’s, nei testi delle canzoni ascoltate al contrario ecc.
Wu Ming ci ricorda che col termine complottista bisogna distinguere il propagandista a tempo pieno e l’occasionale fruitore di questa propaganda, cioè il manipolatore e i manipolati.
Fra i manipolati possiamo essere inclusi potenzialmente tutti noi.
Chiunque di noi può scivolare nello stile “paranoico”, chiunque di noi ha creduto ad almeno una fantasia di complotto. Coloro che da posizioni intellettuali, da professori liberali docenti nelle università, credono di guardare al fenomeno dall’alto del proprio status intellettuale, commettono un grave errore.
Che funzioni svolgono le fantasie di complotto? Cosa “fanno”?
Proiezione: meccanismo di difesa psicologica a cui chiunque di noi può soccombere.
Il prendere coscienza che la propria infelicità deriva dal malessere di vivere in una società ingiusta per diseguaglianze sociali ed economiche, è difficile e faticoso e perciò spesso è evitato o lasciato affievolire anche da chi si ritiene politicizzato. Proiettare il proprio malessere su un presunto nemico occulto è molto più facile.
Ogni fantasia di complotto,anche la più dissennata, parte da un nucleo di verità. Il traffico di bambini esiste, gli abusi sui minori anche, alcuni divi di Hollywood erano membri di culti avvolti di segretezza (ad es. Scientology). Su quelle fondamenta di verità
QAnon innalzava cattedrali di panzane.
Le narrazioni diversive, concentrandosi su cause e responsabilità fittizie, distolgono la critica dal funzionamento reale del mondo e dalle contraddizioni del sistema sociale. Per usare una metafora da elettricisti, il cospirazionismo è la messa a terra del sistema capitalistico: scarica in basso la tensione e impedisce che le persone siano folgorate dalla consapevolezza che il sistema va cambiato.
Ad es. diverse fantasie di complotto esprimono ansia per il disastro climatico. Questa emergenza mette di fronte all’esigenza di cambiare modo di produzione, ma l’omeostasi del sistema
esclude o relega ai margini analisi, critiche e misure dettate da quella consapevolezza. Invece nascono varie narrazioni diversive che deviano l’ansia e l’attenzione: vengono create le fantasie di complotto sul rilascio nell’atmosfera di agenti tossici tramite voli aerei segreti: le scie chimiche, oppure l’alterazione a tavolino del clima a fini geopolitici, oppure le migrazioni mondiali – nella realtà causate anche dal disastro climatico – come frutto di una grande cospirazione.
Nella fantasia sulle scie chimiche si credeva che fosse in corso un complotto mondiale per avvelenarci e al tempo stesso controllare le nostre menti, irrorando nell’atmosfera sostanze velenose.
L’Italia è uno dei paesi dove le scie chimiche hanno avuto più seguaci. A Modena il 21 dicembre 2013 si è svolta una manifestazione con 500 persone venute da tutta Italia per manifestare contro gli “avvelenatori”. Ogni minuto dedicato alle scie chimiche era sottratto a vere battaglie ambientali.

Un passaggio obbligato per capire le fantasie di complotto sono i famosi Protocolli dei savi anziani di Sion .
Questo testo è un falso costruito deliberatamente per screditare gli ebrei: si immaginano dei dialoghi avvenuti in una riunione segreta di rabbini che si incontrano ogni 100 anni per fare il punto sul piano ebraico di dominio mondiale.
In Russia:(1903) La polizia segreta dello Zar confeziona questo falso per un fine specifico: convincere lo Zar Nicola II a non prestare ascolto ai suoi consiglieri più liberali, quelli che gli chiedono una maggiore apertura verso la Francia e l’Europa Occidentale. L’Okhrana vuol far credere allo zar, che certo non ama gli ebrei, che la modernità sia solo un complotto di questi ultimi.
I protocolli avranno un successo inaspettato e tumultuoso perché funzionano: per la prima volta la voce non è quella del nemico degli ebrei che denuncia i loro piani, ma quella degli ebrei stessi che li espongono con calma, sincerità, perché sono tra di loro.
Con la rivoluzione bolscevica del 1917 alla fantasia sul complotto giudaico- massone si aggiunge quella del complotto giudeo- bolscevico, comunista. Nel giro di qualche anno i Protocolli sono tradotti in inglese, tedesco, italiano ecc. Tra i primi estimatori del testo ci sono Rudyard Kipling e il magnate dell’automobile H. Ford.
Nel 1921 sul Times di Londra il testo viene riconosciuto come un falso clamoroso ma il debunking non funziona (Debunking nel senso di confutazione- analitica nel procedere e polemica nei toni- di una notizia falsa, fantasia di complotto, leggenda urbana, credenza pseudoscientifica). Dimostrare che i protocolli di Sion sono falsi non li squalifica agli occhi dei loro estimatori. L’escamotage a cui ricorrono tutti, da Hitler a Julius Evola è che “ se anche il testo è un falso, però dice il vero”.
Anche dopo l’uso tragico fatto da Hitler nel Mein Kampf, i protocolli, in pieno 21° secolo, continuano a riaffiorare.
Il libro si conclude con le drammatiche vicende emiliane note col nome”I diavoli della bassa” e il “caso Bibbiano”.