Fiore di Roccia


Fiore di Roccia

A cura di Maurizia Rabitti 

Fiori di roccia di Ilaria Tuti, Longanesi 2020 

Agata e altre donne della Carnia sono le “portatrici”, che vanno sui monti là dove neppure i muli riescono a salire. Portano cibo, armi, medicine e notizie da casa ai soldati appostati sui monti, tra le rocce. 

“Sono lupe stanche, cuccioli affamati: il branco morente che siamo” 

Queste donne, giovani o già madri, conoscono la fatica, il dolore, l’abbandono, ma anche il coraggio, l’onore, la pietà. Non credono nella guerra, che sottrae loro gli uomini, affama i loro figli, sfinisce la vita di chi è rimasto al villaggio, donne, anziani, bambini. 

La guerra fa perdere il diritto di vivere, la guerra impone di odiare il nemico, un qualcuno che non conosci, che non riconosci se non come un ragazzo che parla una lingua diversa. Chi è il buono? Chi è il cattivo? 

“Blut ist fur alle gleich”. Il sangue è lo stesso per tutti. 

Questa narrazione riprende una vicenda storica vissuta ai tempi della 1^ Guerra mondiale. Una guerra, che come ogni guerra, è follia difficile da comprendere, ma che va conosciuta nei suoi infiniti aspetti e tasselli; un mosaico cruento che talvolta ci svela inediti risvolti di umanità.